“Ho un posto di lavoro fisso ma non basta. Sono nera, ricevo rifiuti da sei mesi”

Ieri, 27 gennaio 2017, qui a Torino sono state molte le manifestazioni a memoria della Shoah. Ed è stata molta la partecipazione, l’indignazione, lo sgomento, davanti alle fotografie di cartelli appesi ai negozi “Vietato l’ingresso agli ebrei”, alle case “Non si affitta ad ebrei”. Ci siamo commossi davanti alle immagini dei corpi ammassati di uomini, donne e bambini uccisi.
Qualcuno ha detto: per Hitler è stato più semplice puntare il dito verso un nemico identificato, far crescere l’odio, il sospetto, la paura verso chi era diverso.

Oggi nelle nostre città cartelli: “Non si affitta a stranieri”. Oggi corpi di uomini e donne, bambini nel Mar Mediterraneo. Oggi ci facciamo nuovamente inculcare l’odio, il sospetto e la paura verso chi è “diverso”. Oggi, come ieri, con la nostra indifferenza ci rendiamo responsabili di genocidi che fra 50-60 anni forse qualcuno studierà sui libri di Storia e, forse, ci sarà un nuovo giorno della Memoria.

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Sorgente: “Ho un posto di lavoro fisso ma non basta. Sono nera, ricevo rifiuti da sei mesi” – La Stampa

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