La casa di Silvia

Luce-nella-notte

Silvia apre gli occhi alla prima luce dell’alba. Stanotte ho sentito più freddo.

L’abbraccio di lui le restituisce un po’ di calore. Si amano da quando lei aveva solo 20 anni. Ci pensa spesso Silvia al loro primo incontro: quella mattina era andato tutto storto. Aveva preso un permesso di due ore in ufficio per degli esami del sangue che il suo medico le aveva prescritto. Era in ritardo: la vecchia sveglia si era inceppata un’altra volta.

Ora avrò un sacco di persone davanti e finirò per fare tardi al lavoro, pensava mentre apriva la portiera della sua Ritmo blu per recarsi al laboratorio analisi. Appena svoltato sulla piazza, l’auto aveva iniziato a ‘tirare’ a destra e lo sterzo divenuto pesante. Accostato al marciapiede aveva avuto la conferma del suo presentimento: il copertone anteriore destro era completamente a terra. Non era la prima volta che le capitava di dover sostituire una ruota: Silvia non si perse d’animo e andò a rovistare nel bagagliaio. Certo che ci sono giorni che la sfiga te la porti proprio addosso, mormorò fra sé e sé.

Mentre sistemava il cric sotto l’auto le si avvicino “lui”. Posso darti una mano?

Era iniziato così… e da quel giorno erano stati 25 anni felici. Non avevano avuto figli, ma ciò non aveva rovinato il loro amore. Lasciato il suo lavoro di segretaria, Silvia si era dedicata alla loro casa con amore. Lui portava avanti la sua piccola carrozzeria e, nonostante la concorrenza sempre più incalzante, non gli era mai mancato nulla.

Da 7 anni Paolo non c’era più. Una mattina, mentre si recava al lavoro, un brutto incidente… e d’improvviso lei era sola. Rientrare nel mondo lavorativo era arduo: non c’era impiego neppure per i giovani, figurarsi per una donna che per tanti anni s’era solo dedicata alla sua casa ed era alla soglia dei 50 anni! Per qualche tempo tirò avanti con i pochi risparmi messi da parte e qualche lavoro saltuario di pulizie. Ma non durò molto e dopo qualche anno perse la sua amata casa.

Silvia oggi si sveglia sotto le stelle, quando non ci sono nuvole. Saluta ogni mattina Paolo con gli occhi al cielo. Lui le risponde, l’accarezza e gli dà conforto. Le ricorda qualche momento dei loro anni felici e lei, a volte, sorride. La mattina il suo abbraccio la riscalda.

Per fortuna nella piazzola di fronte ci sono dei bagni pubblici dove lavarsi, dopo aver piegato la coperta. Silvia, da qualche mese, abita sul gradino dello stabile di corso Brunelleschi, al numero 36. La mattina riordina e pulisce la sua nuova casa, come ha fatto per tanti anni per la loro casa. Poi si siede e guarda il via vai di uomini e donne che si recano al lavoro, ragazzi con l’espressione assonnata che corrono alla fermata del 42 che li porterà a scuola, ambulanti che montano i loro banchi nel mercato di fronte.

Non disturba nessuno, nemmeno chiede l’elemosina. Ha qualche borsa accanto a sé: tutto ciò che le è rimasto della sua vita. Un ombrello che qualcuno le ha regalato e un cartone che utilizza come materasso. Nonostante la sua precarietà, conserva una dignità che la contraddistingue.

A volte è intenta a scrivere su un quaderno formato A4. Forse annota i suoi pensieri come su un diario, forse scrive lettere al suo Paolo, forse disegna ciò che un giorno i suoi occhi hanno visto. Quando la vedo sistemarsi per la notte mi domando quali potranno essere i suoi sogni, lì alla mercé di ogni furfante.

Qualche inquilino parlotta al citofono o riunendosi in crocchi sul marciapiede a pochi passi da lei. È una situazione intollerabile per il decoro dello stabile: dovranno richiamare ininterrottamente carabinieri e polizia, in modo che si decidano a cacciarla. La settimana scorsa una pattuglia dei carabinieri era intervenuta. Silvia l’ha vista arrivare  al di là del semaforo e si è allontanata, caricandosi su braccia e spalle tutti i suoi averi. Dopo qualche ora è tornata.

Questa è una Storia di Quartiere, del nostro quartiere, della nostra città. Una storia vera.

I nomi sono inventati. Il passato di Silvia ho provato ad immaginarlo; il suo presente, invece, è reale. La sua storia potrebbe essere questa o diversa: ha poca importanza. Ciò che conta è che potrebbe essere simile alla nostra, il suo presente potrebbe essere il nostro presente. Ci differenzia solo un po’ di fortuna che la vita ci ha regalato.

Quei stessi inquilini indignati, spesso, li incontri alla messa in Parrocchia la domenica mattina; alcuni di loro devolvono piccole somme in opere di beneficienza, come assicurazione per la salvezza della propria anima.

Mi rivolgo agli inquilini diversi, non troppo indignati; agli utenti di questo gruppo; a quei cittadini del nostro territorio, che so essere molto diversi; mi rivolgo alle istituzioni, alle Parrocchie del quartiere: riusciamo ad aiutare questa donna, a restituirle almeno un tetto sotto cui dormire e sognare, assicurarle un pasto caldo, offrirle qualche lavoretto con cui vivere?

Io lo so che l’unione e la collaborazione sono la nostra forza!

Chiunque vuole contattarmi può farlo ai seguenti recapiti: redazione@storiediquartiere.info – cell. 333 9283127.

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Informazioni marialberti

Graphic designer – libero professionista. Comunicazione d’immagine per aziende, professionisti, artisti e privati

  2 comments for “La casa di Silvia

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    14 ottobre 2015 at 15:51

    Mi fa piacere segnalare che il Presidente della Circoscrizione 3, Francesco Daniele, ha risposto prontamente alla segnalazione, informando i servizi sociali.

    Ho segnalato anche all’Associazione City Angels Torino che prontamente mi ha risposto:

    “Buongiorno Sig. ra Maria
    La ringraziamo della segnalazione. Allertati, movimenterò le squadre ad un sopralluogo in aiuto della signora.
    Nella speranza che si lasci avvicinare al dialogo, cercheremo di provvedere a dargli un riparo al caldo.
    Nel ringraziarla, le chiedo la possibilità di un incontro magari in redazione.In attesa di una sua gradita risposta, porgo cordiali saluti

    Coordinatore City Angels Italia Torino Onlus
    La Torre Angelo”

    Ringrazio sentitamente.

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