Dopo 12 ore di lavoro frenetico, torna a casa e viene colpito da emoraggia cerebrale

prontosoccorsoPierangelo Bozzetto, 43 anni, infermiere caposala dell’ospedale Martini, ieri mattina si è recato di primo mattino al Pronto Soccorso dove lavora. Ha lasciato il servizio solo alle 19 della sera, dopo una giornata frenetica in cui ha fatto fronte a oltre 40 pazienti in barella.

Tornato a casa si è sentito male ed è tornato al Pronto Soccorso per farsi visitare. I medici gli hanno diagnosticato un aneurisma e lo hanno trasferito d’urgenza alla Città della Salute dove è attualmente ricoverato.

I sindacati hanno segnalato alla Direzione lo stato di emergenza in cui il personale è costretto a lavorare: pochi infermieri e troppa affluenza, il frutto dei tagli indiscriminato al settore.

I nostri migliori auguri per una veloce guarigione a Pierangelo.

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  1 comment for “Dopo 12 ore di lavoro frenetico, torna a casa e viene colpito da emoraggia cerebrale

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    12 gennaio 2015 at 13:06

    Le condizioni di Pier Angelo, purtroppo, sono peggiorate e l’équipe del prof. Alessandro Ducati, ieri mattina ha dovuto optare per un intervento chirurgico per rimuovere l’edema che avrebbe potuto pregiudicare la ripresa.
    Intanto il pm Raffaele Guariniello ha incaricato i suoi ispettori ad indagare sui carichi di lavoro in corsia all’ospedale Martini. Negli ultimi giorni, infatti, l’afflusso al Pronto Soccorso è notevolmente maggiorato, nonostante che il periodo influenzale non sia ancora iniziato. Il Martini è un piccolo ospedale ma, il suo pronto soccorso, raccoglie pazienti anche da Collegno e Grugliasco. Difficile stabilire se la malattia di Pier Angelo sia in stretta relazione con i turni troppo lunghi del lavoro. Certo è che questo non sia il primo caso di personale che si è sentito male.
    Intanto continuiamo a stringerci intorno a Pier Angelo e ai suoi cari, nella speranza di una guarigione completa e veloce.

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