Chiude “Da Angiolo”, vineria storica di via Frejus

I proprietari non negano che potrebbero riaprire l’attività ma in un’altra zona


30/01/2015
FABRIZIO ASSANDRI
TORINO

Chiude, con uno strascico di beghe legali, «Da Angiolo». La vineria storica di via Frejus ha mantenuto il nome del barista che ci lavorò dal 1970, Angiolo Boldrini. Che proprio qui, nel 2009, venne ucciso con un colpo di fucile partito da un suo cliente, al termine di una lite. Un episodio che scosse tutto il quartiere. Oggi quel bar, aperto negli Anni ’20, abbassa la serranda e nessuno sa dire se e quando riaprirà. Si trova al numero 29, di fronte all’ex sede del centro sociale Gabrio. Dopo l’omicidio di Boldrini, il locale è stato gestito prima dalla figlia, Ketj. Poi, negli ultimi anni, da una giovane coppia, Chiara Zaffinetti e Mattia Ghibaudi.

Negli ultimi mesi

Ultimamente il locale era aperto da mezzogiorno a notte inoltrata – con qualche lamentela dei vicini per gli schiamazzi – specializzato in aperitivi, vini, grappe, frequentato da residenti ma anche dai giovani. Ora i gestori sono in causa con i proprietari della licenza, la famiglia Boldrini. Per questo l’enoteca, che dopo la morte del barista era rimasta chiusa un paio di settimane, ora sembra destinata a uno stop decisamente più lungo. Tra le motivazioni, in ogni caso, ci sarebbe anche la crisi, almeno secondo Zaffinetti. Che spiega: «Questo tratto di via Frejus è molto in sofferenza». Ma neanche su questo c’è accordo tra gli ultimi gestori e i titolari. I quali però non s i sbilanciano su una riapertura del locale: «Dobbiamo valutare varie questioni, potremmo trovare nuovi gestori, o anche spostarci. Ma è presto per dirlo».

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Informazioni marialberti

Graphic designer – libero professionista. Comunicazione d’immagine per aziende, professionisti, artisti e privati

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